Generatore di robots.txt con tester degli URL

Crea il file robots.txt per il tuo sito con modelli per WordPress e WooCommerce, blocco dei crawler AI e un tester che dice se un URL è bloccato. Controlli automatici e importazione di un file esistente.

Parti da un modello

Opzioni
Importa un robots.txt esistente

Il tuo robots.txt


      

Salva il file come robots.txt nella cartella principale del sito, così che sia raggiungibile da https://tuosito.it/robots.txt.

Controlli

    Prova un URL

    A cosa serve il file robots.txt

    Il robots.txt è un file di testo che si mette nella radice di un sito e che i motori di ricerca leggono prima di scansionare le pagine. Contiene gruppi di regole: ogni gruppo indica uno o più User-agent (il nome del crawler, oppure * per tutti) e una serie di righe Disallow e Allow con i percorsi che possono o non possono visitare. In fondo si può indicare dove si trova la sitemap. Il suo scopo pratico è risparmiare scansioni inutili su pagine che non hanno valore per la ricerca, come aree di amministrazione, carrelli, ricerche interne e filtri che generano migliaia di URL quasi identici.

    Come usare il generatore

    Scegli un modello (tutto consentito, WordPress, WooCommerce, sito in sviluppo da bloccare, crawler AI) e modificalo: aggiungi regole, cambia i percorsi, crea gruppi diversi per crawler diversi. Il testo a destra si aggiorna subito, con i controlli formali sotto. Se hai già un robots.txt, importalo, correggilo e verificalo. Poi scarica il file e caricalo nella cartella principale del sito. Se il sito è in WordPress, molti plugin SEO permettono di modificare il robots.txt dal pannello: puoi incollare qui il contenuto che hanno generato per controllarlo.

    Come si leggono le regole: percorso, * e $

    Un percorso Disallow: /privato/ blocca tutti gli indirizzi che iniziano con quel testo. Il carattere * sostituisce qualsiasi sequenza di caratteri: Disallow: /*?orderby= blocca gli URL che contengono quel parametro. Il simbolo $ indica la fine dell’indirizzo: Disallow: /*.pdf$ blocca i file che finiscono in .pdf ma non /guida.pdf?v=2. Se due regole si applicano allo stesso URL vince la più specifica, quella con il percorso più lungo, e a parità prevale Allow. Il tester qui sopra applica esattamente questo schema.

    Modelli e quando usarli

    Errori frequenti da evitare

    Il più grave è lasciare Disallow: / dopo la pubblicazione: il sito sparisce progressivamente dalle scansioni. Poi c’è il blocco di CSS e JavaScript, che impedisce a Google di vedere la pagina come la vede l’utente. Un terzo errore è usare il robots.txt per togliere una pagina dai risultati: se la pagina è bloccata, Google non può leggere un eventuale noindex e l’indirizzo può restare in elenco. Per quel caso serve il tag meta robots. Infine, i percorsi sono sensibili a maiuscole e minuscole e vanno scritti con la barra iniziale.

    Quello che il robots.txt non può fare

    Non protegge nulla: è pubblico, e i bot che non lo rispettano lo ignorano. Non garantisce la rimozione dai risultati di ricerca. Non è letto allo stesso modo da tutti: Crawl-delay è considerato da Bing ma non da Google, e direttive come Host o Noindex dentro il file non sono più supportate da Google. Questo generatore le segnala quando le importa da un file esistente.

    Privacy

    Il file viene generato, importato e verificato nel tuo browser: non viene salvato né inviato a un server.

    Domande frequenti

    Che cos’è il file robots.txt?
    È un file di testo posto nella radice del sito (https://tuosito.it/robots.txt) che dice ai crawler dei motori di ricerca quali parti del sito possono scansionare. È un protocollo di cortesia: i crawler seri lo rispettano, ma non è una barriera tecnica.
    Il robots.txt serve a nascondere pagine da Google?
    No. Blocca la scansione, non l’indicizzazione: un URL bloccato può comunque comparire nei risultati se altri siti lo linkano, senza descrizione. Per escludere una pagina dai risultati si usa il meta robots noindex, lasciando la pagina scansionabile perché Google possa leggerlo.
    Il robots.txt protegge dati riservati?
    No, anzi: il file è pubblico e chiunque può leggerlo, quindi elencarvi percorsi riservati li segnala. Le aree private si proteggono con una password o con i permessi del server, non con il robots.txt.
    Qual è la differenza tra Allow e Disallow?
    Disallow impedisce la scansione dei percorsi che iniziano con quel testo; Allow la consente, e serve per aprire un’eccezione dentro un percorso bloccato (Disallow: /wp-admin/ e Allow: /wp-admin/admin-ajax.php). Quando più regole coincidono, vince la più specifica, cioè quella con il percorso più lungo; a parità prevale Allow.
    Come blocco i crawler delle intelligenze artificiali?
    Si scrive un gruppo con gli user-agent dei bot (come GPTBot, ClaudeBot, Google-Extended, CCBot) e Disallow: /. Il preset “Blocca i crawler AI” lo fa per te. Vale solo per i bot che rispettano il file, e bloccare i bot di ricerca può ridurre la presenza del sito nelle risposte degli assistenti AI.
    Cosa fa Crawl-delay?
    Chiede al crawler di attendere un certo numero di secondi tra una richiesta e l’altra. Bing e alcuni altri motori lo leggono, Google lo ignora. Serve raramente e solo se un bot appesantisce il server.
    Devo indicare la sitemap nel robots.txt?
    Non è obbligatorio, ma è la prassi: una riga “Sitemap: https://tuosito.it/sitemap.xml” permette a tutti i motori di trovarla senza doverla inviare uno per uno. L’URL deve essere assoluto.
    Posso provare se un URL sarebbe bloccato?
    Sì: il tester sotto il codice applica le regole come fanno i crawler, con caratteri jolly (*), fine URL ($) e regola più specifica. Scegli il crawler, scrivi un percorso o un URL completo e vedi se è consentito o bloccato e da quale regola.
    Il mio file viene inviato a un server?
    No. Il file viene creato, importato e verificato nel tuo browser; nulla viene salvato o inviato.

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